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Wired & Wireless

Le reti: consigli, cosa fare in caso di problemi
Wednesday, 12 April 2006, 13:40
verbatim
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NOTA ESPLICATIVA SUL DECRETO DEL WI-FI


Il Decreto firmato oggi dal Ministro delle Comunicazioni, On. Maurizio Gasparri, ha introdotto in Italia la regolamentazione dei sistemi wi-fi ad uso pubblico. Il provvedimento offre la possibilità di installare reti di tipo Radio LAN per fornire al pubblico l’accesso ai servizi di comunicazione elettronica sulle bande di frequenza dei 2,4 e dei 5 GHz, mediante una semplice autorizzazione. Gli operatori che intendono offrire al pubblico i servizi wi-fi devono presentare al Ministero delle Comunicazioni un’apposita domanda, secondo lo schema allegato al decreto. La presentazione della domanda dà diritto all’operatore di avviare subito il servizio, nel rispetto delle condizioni indicate dal decreto.

I soggetti autorizzati devono rispettare le norme tecniche di esercizio previste per l’uso delle bande 2,4 e 5 GHz dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze e, quindi, non devono arrecare interferenze ad altri servizi ed usare la potenza di emissione prescritta. Questo perché le frequenze usate sono di tipo collettivo ed esse non vengono assegnate a ciascun operatore in maniera esclusiva, come invece avviene nei sistemi di telefonia mobile.

Il decreto definisce anche l’ambito di utilizzazione delle apparecchiature wi-fi al pubblico: locali aperti al pubblico e aree confinate a frequentazione pubblica. Tra i luoghi elettivi per l’uso delle wi-fi ci sono, infatti, gli hotel, i bar, i ristoranti, i centri commerciali, gli autogrill, gli aeroporti, dove i cittadini avranno la possibilità di connettersi ad Internet con un accesso a larga banda senza filo.

Il decreto prevede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza ed integrità delle reti. Si chiede, infatti, all’operatore di usare codici di identificativi per gli utenti che accedono alla rete pubblica. L’installazione delle reti wi-fi dovrà avvenire nel rispetto del principio di non discriminazione tra i sistemi Radio LAN e le altre tecnologie concorrenti. Su questi aspetti e anche sui principi di garanzia degli utenti, è competente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a dettare regole specifiche.

LA STORIA DELLE WLAN

Per lo sviluppo regolamentato di questo nuovo sistema di comunicazioni a larga banda il Ministero si è da tempo impegnato, promuovendo tutte le iniziative utili sia a livello europeo che nazionale. Già nel luglio 2002 il Ministro delle comunicazioni aveva chiesto al Commissario europeo Liikanen di adoperarsi per l’adozione di regole comuni per il settore delle wi-fi, in rapida espansione, dopo aver constatato che in un settore così nuovo ed importante per lo sviluppo delle comunicazioni elettroniche, gli Stati membri stavano adottando regole e strategie disomogenee tra loro . Grazie anche all’impegno dell’Italia, il 20 marzo 2003 la Commissione europea ha approvato una Raccomandazione che ha previsto il regime dell’autorizzazione generale per lo svolgimento dei servizi wi-fi, a cui si ispira il decreto del Ministro. Ma ancora prima di questa Raccomandazione , il Ministero ha varato la modifica del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, che ha previsto l’uso pubblico delle bande 2,4 e 5 GHz per i sistemi wi-fi.

Inoltre il Ministero ha consentito agli operatori , già dalla fine del 2002, di sperimentare a livello tecnologico le wi-fi. I risultati delle sperimentazioni sono stati utili per pervenire ad una regolamentazione il più possibile coerente con le esigenze della tecnologia, del mercato e della concorrenza .

Infine, lo scorso 17 aprile, lo schema di decreto elaborato dal Ministero è stato sottoposto alle osservazioni degli operatori e delle associazioni di categoria nel corso di un’audizione congiunta promossa dal Ministero e dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Si è voluto inaugurare il metodo di consultazione previste dalle nuove direttive europee sulle reti e servizi di comunicazione elettronica, in un ambito di massima trasparenza e rispetto del mercato.

Con il decreto di oggi si conferma la volontà, più volte espressa del Ministro delle comunicazioni, di emanare in tempi brevi una disciplina indirizzata allo sviluppo delle nuove tecnologie a favore di tutti i cittadini, salvaguardano nello stesso tempo contempo i diritti e i doveri di tutti gli operatori di telecomunicazioni, senza discriminazioni e antagonismo tra le diverse tecnologie, in modo che quelle già esistenti possano trarre beneficio dallo sviluppo regolamentato di quelle che via via si affacciano sul mercato.
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