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Calcio

L'Italia nel pallone: notizie e discussioni sullo sport più seguito dagli italiani
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Wednesday, 8 November 2006, 14:42
Duilio
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Re: Mazzata sul Genoa: retrocesso in C1


"Col secchio di poi"

"Rivediamoli"

"Com'erano teneri"

"Cassandra mi fa una pippa"

Siccome aspettiamo rivelazioni al canto del Gallo..... guglavo in rete e mi sono imbattuto in questo commento di Claudio Pea, Gazzettino di Venezia, pochi giorni dopo la partita incriminata.

Una lacrimuccia non la versereste per quel povero Venezia e per chi non glielo dice?

Notizie dal Web

20/06/2005
CON LE TASCHE PIENE


di Claudio Pea - Il Gazzettino di Venezia
Oggi, dopo che i piemme genovesi Alberto Lari e Giovanni Arena avranno interrogato Enrico Preziosi e suo figlio Matteo, ne sapremo senz'altro di più del pasticciaccio di Genoa-Venezia (e affini). Intanto un'idea ce la siamo già fatta. E pure assai solida: questo nostro calcio è marcio sino al midollo ...
Neanche un po'.
Però la gente non ne può più di tutti questi imbrogli di fine stagione e di questa puzza di bruciato che le fa arricciare sgradevolmente il naso. Di uomini con la valigetta piena di danaro contante che, beati e tranquilli, dichiarano: "Non esco mai di casa senza portarmi dietro qualche soldo".
Che poi gli euro siano 250mila, ovvero, lira più lira meno, mezzo miliardo di moneta del vecchio conio, e siano state da un pezzo inventate le carte di credito, questo dicono, e noi dovremmo anche credergli.
È stufa, la gente, di passar per scema. Cosa ci faceva, signor Pagliara, con quella valigetta e tutti quei soldi all'uscita della Giochi Preziosi, la ditta del presidente del Genoa per la quale Gene Gnocchi e Simona Ventura si divertirono a suo tempo a fare gli spiritosi, gli hanno chiesto gli uomini della Finanza che, per mettere insieme 250mila euro, devono sudare più di duecento mesi quando va bene.
Cioè diciassette anni.
O quasi.
"Dovevo pagare gli stipendi arretrati ai giocatori del Venezia", ha confessato il brav'uomo che, prima di portare Ravanelli e Maccarone al Boro, serviva i maccheroni e i bucatini in un (suo?) ristorante di Manchester. Non le crediamo.
Anche perchè i giocatori del Venezia hanno già ritirato lo stipendio in assegni e lo sventolavano, soddisfatti, ieri in faccia ai giornalisti.
E allora come la mettiamo, signor Pagliara? E poi cosa c'entra lei con il Venezia se l'attuale presidente Gallo sostiene quasi manco di conoscerla negando comunque d'averle dato un benché minimo incarico in seno alla sua società? "Ma come, se mi ha mandato da Preziosi per riscuotere 250mila euro quale acconto per la cessione di Maldonado al Genova?".
Qui c'è qualcuno che non la racconta giusta.
E se magari la giustizia sportiva è abituata ad essere infinocchiata da questi signori che cambiano continuamente mestiere (e versione), molto più difficile è che la gente se la beva.
La gente infatti che ha visto Genoa-Venezia alla televisione, se appena appena ne capisce un cicinin di pallone, si sarà accorta che c'era più di qualcosa che non andava.
Intanto che il Genoa di Cosmi e Preziosi era lesso, fatto e strafatto, più d'uno stracotto. E che non stava più in piedi. Mentre il Venezia di Gallo, pur privo di quindici titolari, dei quali più di qualcuno malato immaginario, volava e andava in gol con una facilità persino irrisoria.
Eppure ha vinto il Genoa. E non aggiungo altro perchè non vorrei ingrassare chi ha anche il coraggio magari di querelare.
Quando dovrebbe semmai andare a nascondersi.
Tornando a Pino Pagliara, la gente vorrebbe magari sapere cosa ci facesse alla Giochi Preziosi due giorni dopo Genoa-Venezia 3-2.
Ma come? Non l'avete ancora capito? Ha imbertato i soldi per la cessione di Maldonado, giocatore (arancio)neroverde di grande valore anche se nell'ultima stagione ha giocato davvero poco essendo stato squalificato per quasi un anno intero. D'accordo, finirà tutto in una bolla di sapone, come sostengono ormai tutti i personaggi finiti loro malgrado in questo assurdo calderone.
Peccato che una verità (molto pesante) l'abbia raccontata almeno il presidente Gallo proprio in esclusiva a Luca Miani: "Un giocatore del Genoa voleva comprare la partita e per questo contattò alcuni nostri calciatori".
Ma non denunciò la cosa e allora, per omessa denuncia, il Venezia si beccherà come minimo un paio di punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato - ahimè - di terza serie.
Mentre la squadra di Preziosi la passerà liscia: scommettiamo? Perchè i tifosi rossoblu sono tanti e pure un po' esagerati. "Marceremo sul palazzo di giustizia", hanno minacciato e già i piemme genovesi stanno tremando dalla paura.



Di farsa in farsa, e di pasticcio in pasticcio, in sei macchine soltanto hanno preso il via al Gran Premio d'Indianapolis di Formula 1: due Ferrari, due Jordan e due Minardi. Primo Shumacher, secondo Barrichello, la ventiquattresima doppietta della Rossa di Maranello, ha esultato il telecronista della Rairadiotelevisione italiana che, dopo la pubblicità, ha dato appuntamento a tutti per la festa (o la farsa?) del podio.
Neanche qui arrivo a capire quali siano stati i veri motivi per i quali Renault, McLaren-Mercedes, Williams-Bmw e soci abbiano ieri scioperato.
Per le gomme, per via di una stupida chicane o per ragioni di sponsor? O di soldi? O di stato? Proprio non lo so.
Però non vorrei che la gente si stufasse anche di loro. Dopo che dei ladri di polli e dei pallonari.
E, prima ancora, d'essere presa continuamente per i fondelli da uomini che, di danaro, hanno piene - beati loro - le scarselle.

Claudio Pea

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Io non commento, perchè non vorrei ingrassare chi ha anche il coraggio magari di querelare. Quando dovrebbe semmai andare a nascondersi.

Quando si diceva che bisognava raccontare i fatti.
C'era uno solo che prediceva quello che sarebbe successe prima del canto del Gallo.

Dottor Pea, mi dispiace girar nella piaga le cose a distanza di un anno ma anche la terza serie per il Venezia (fallito e rifondato in C2 con il lodo Petrucci) si e'dimostrata un'idea troppo ottimista come tutto il resto
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Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai

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che del Mondo defunto aver l'impero."
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tutto il klan deve rendere conto solo a Dio, mica agli elettori e alla giustizia [taunus 20:10]
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Saturday, 18 November 2006, 13:12
Duilio
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Taunussssssss, c' e' bisogno di testi al processo contro Preziosi.
Vai tu?
La valigettaaaaaaaaaa!!!!!

E che casso ma come mai le valigette non parlano quando ce n'e' bisogno

Quote:
*******>********>*******>********>
08/11/2006
Al processo spuntano i soldi del Torino al Venezia

Maldonado e il suo procuratore confermano che quel contratto sequestrato non era una «finta»

Della combine tra Genoa e Venezia, nessuna prova. Degli strani rapporti tra Venezia e Torino, tante conferme. Continuano a sfilare in aula i testi proposti dall’accusa a Enrico Preziosi e ai dirigenti di Genoa e Venezia, ma nessuno sembra voler fare il teste dell’accusa. Tutti negano di essere a conoscenza di un accordo per far vincere ai rossoblù la partita che valeva la serie A l’11 giugno 2005. Ieri nuovi interrogatori davanti al giudice Roberto Cascini. Testimoni importanti, decisivi. Tra loro anche l’allora presidente del Venezia, Luigi Gallo, il calciatore Ruben Maldonado, «oggetto» del contratto di compravendita accompagnato da 250mila euro in contanti e ritrovato in una busta nell’auto di Pino Pagliara, e anche Claudio Vagheggi, ex calciatore, ora manager dello stesso Maldonado.
Tre persone molto informate sui fatti, che hanno però finito per dare forza a quella tesi difensiva sostenuta da Preziosi e dai suoi legali anche durante i processi sportivi. Ma se qualche giudice della Caf si scambiava bigliettini anziché stare a sentire gli avvocati rossoblù, ieri Roberto Cascini ha annotato ogni parola. E così da Luigi Gallo è venuta fuori quella verità cui l’ufficio indagini della Figc e poi la giustizia sportiva non hanno voluto credere. Ad esempio che l’acquisto di Maldonado era «vero». E che i «contatti» tra lui e l’allora patron del Torino, Francesco Cimminelli, erano molto più che stretti. Insieme i due avevano progetti importanti, lavori da realizzare anche all’estero, come un aeroporto in Croazia. Senza contare che poi, proprio come ha sempre sostenuto la difesa del Genoa, «il mercoledì prima della partita, Preziosi era preoccupatissimo, ha pianto sulla mia spalla» e ha voluto incontrare Gallo (come anche il presidente del Toro, Tilli Romero, che questo fatto lo aveva confermato la scorsa udienza) per avere rassicurazioni che i granata non avessero tentato di «comprare» il Venezia.
Quello che ieri in aula è stato solo possibile far trapelare, perché non parte del processo, è il riferimento a un interrogatorio assai più esplicito di Luigi Gallo. Quell’interrogatorio avuto l’11 luglio 2005 a Torino di fronte al giudice che lo accusava della falsa fidejussione procurata alla società granata. In quell’occasione Gallo aveva ammesso esplicitamente che «due settimane prima che finisse il campionato» erano in corso stretti contatti tra lui e Cimminelli in qualità di patron del Torino Calcio. E che «il 14 giugno sono stati versati 1 milione e 200mila euro» dal Torino alla Venice Holding, riconducibile a Gallo. E che «la polizza del Torino Calcio è stata data perché il Torino Calcio ha pagato». Senza contare che, parole di Gallo, «il Torino Calcio mi garantiva con quote del Torino Calcio pari al 23 per cento». Tutte operazioni ricondotte non a un illecito sportivo ma pur sempre ad accordi diretti tra i due massimi dirigenti delle società alla vigilia del match Genoa-Venezia. Di più, i due erano di fatto soci.
Senz’altro accordi meno «normali» di quelli che secondo gli avvocati Lorenzo Crippa e Andrea Vernazza, che assistono Preziosi, sono invece intercorsi tra Genoa e Venezia con la compravendita di Maldonado. Lo stesso giocatore ieri ha ribadito di non essere stato subito a conoscenza della trattativa, aggiungendo però che non è un fatto strano nel calcio che prima si accordino società e procuratori, poi si sottoponga il contratto ai calciatori. Maldonado ha aggiunto che il Genoa gli ha offerto un ingaggio da 300mila euro. Cifra congrua a giustificare i 750mila euro previsti dal contratto trovato a Pagliara, dei quali i 250mila euro in contanti dovevano essere un anticipo.
Ma quella compravendita, tuona l’accusa, non è stata fatta sui moduli della Figc. E poi c’erano soldi contanti di mezzo (come peraltro tra Torino e Venezia). Ma Claudio Vagheggi, procuratore di Maldonado ha spiegato chiaramente che prima della fine del campionato non si possono concludere affari «ufficiali», e quindi le società siglano una sorta di scrittura privata. L’unico mistero è sull’uso dei contanti. Ma in questo caso lo stesso Luigi Gallo aveva già chiarito che «in quei giorni il Venezia aveva un disperato bisogno di soldi freschi». Nessuno degli altri testi, tra cui i calciatori in campo per Genoa-Venezia, ha detto di aver ricevuto pressioni per far vincere il Genoa. I testi dell’accusa finiscono la prossima udienza, il 21 novembre, probabilmente con Massimo Borgobello. E finora i due pm non sembrano aver segnato neppure un gol decisivo. [di Diego Pistacchi]

Che come saprai scrive per e su "il Giornale", nota testata campanilista......


Vedi, comunque se ne verra' fuori.... o fanno una figura di cacca quelli "della valigetta" o la fa chi e' saltato dopo sul carro dei vittimisti.

Vedi un po' com' e' crudele il mondo della stampa sportiva. Qualsiasi cosa fai, alla fine hai sempre torto. Mica come in politica, dove vincono sempre tutti.
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Thursday, 17 July 2008, 12:38
anita
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...sai com'è dopo tre anni di purgatorio quando ti dicono che forse potevi evitare la galera ti rode il c..o.




Cosa ha scritto la Disciplinare? «La Commissione ritiene infondato l’addebito in quanto le frasi oggetto della contestazione sono state pronunciate nell’ambito di conversazioni telefoniche private e destinate a rimanere tali se non fossero state oggetto di intercettazione. La loro successiva pubblicizzazione non può esser imputata al Foschi, neanche nell’ambito della pur ampia previsione normativa di cui all’art. 1 co. 1 Codice Giustizia Sportiva. La norma in oggetto, posta a tutela dei principi di lealtà, correttezza e probità cui ciascun tesserato deve informarsi, s’intende violata allorché la lesione si realizza nell’ambito di un rapporto riferibile all’attività sportiva, destinato a uscire dall’ambito della riservatezza e quindi per sua natura conoscibile. Al contrario, la norma non può ritenersi lesa allorché la pretesa violazione sia destinata per volontà dall’autore a rimanere circoscritta in ambito privato. In questo senso si è pronunciata la Corte di giustizia federale, Sez. Unite, con la decisione pubblicata in data 23.05.2008 sul ricorso proposto dal Sig. Salvatore Racalbuto (...) Al proscioglimento di Rino Foschi da entrambi le incolpazioni consegue il proscioglimento della US Città di Palermo SpA. Il dispositivo Per tali motivi la CD Nazionale delibera di prosciogliere il Sig. Rino Foschi e la US Città di Palermo SpA dagli addebiti contestati».



tratto da qui
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Quando il Genoa praticava il football gli altri si accorgevano di avere i piedi solo quando questi gli dolevano.

G.Brera
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