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Certificazioni di Prodotto

Temi inerenti la Certificazione del Prodotto ITE e R&TTE
Wednesday, 31 May 2006, 15:29
elba
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La Direttiva Bassa Tensione o LVD (73/23/EEC)


Rieccomi con una nuova puntata della saga delle direttive europee

Stavolta affronteremo la Direttiva Bassa Tensione (meglio nota con l'acronimo LVD: Low Voltage Directive)

Anche in questo caso il sito dell'Unione Europea mette a disposizione un'ottima guida, scaricabile qui

Di seguito ho estrapolato alcuni passi che, spero, aiutino a comprenderla meglio.

LA DIRETTIVA “BASSA TENSIONE”

La direttiva 73/23/CEE è stata adottata dal Consiglio il 19 febbraio 1973 nell'intento di armonizzare la normativa degli Stati membri per quanto riguarda il materiale elettrico destinato ad essere impiegato entro determinati limiti di tensione.

Nel 1993 tale direttiva è stata modificata dalla direttiva 93/68/CEE, la cosiddetta “Direttiva sulla marcatura CE”, esclusivamente per quanto riguarda le procedure di valutazione della conformità e la relativa marcatura. Obiettivo di tali modifiche era quello di allineare le disposizioni in tema di valutazione della conformità e di marcatura CE del materiale elettrico a quelle introdotte per le direttive “nuovo approccio”.

Le disposizioni introdotte dalla modifica di cui sopra sono diventate obbligatorie a decorrere dall'1 gennaio 1997.

CAMPO D'APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA “BASSA TENSIONE”

Prodotti interessati

La direttiva si applica a tutto il materiale elettrico destinato ad essere impiegato per tensioni comprese tra i 50 ed i 1000 V per la corrente alternata e tra i 75 ed i 1500 V per quella continua.

Il materiale a batteria che non rientra in questa gamma di tensioni esula chiaramente dal campo d'applicazione della direttiva, nel quale rientrano cionondimeno i caricabatteria ad esso associati nonché il materiale dotato di unità di alimentazione integrate che ricadano nella gamma di tensioni contemplata dalla direttiva. Nel caso di materiale alimentato da batterie che abbiano una tensione d'alimentazione inferiore ai 50 V di corrente alternata ed ai 75 V di corrente continua la direttiva si applica alle relative unità d'alimentazione. (ad esempio computer portatili del tipo Notebook).

Dal campo d'applicazione della direttiva “Bassa tensione” esulano tuttavia:
  • materiale elettrico destinato all'impiego in ambienti potenzialmente esplosivi;
  • materiale elettrico destinato a scopi radiologici e medici;
  • componenti elettrici degli ascensori e
  • contatori elettrici,

che sono coperti da altre direttive comunitarie, nonché
  • spine e prese elettriche per l'impiego domestico;
  • apparecchi di controllo per le recinzioni elettriche;
  • apparecchiature elettriche specializzate destinate all'impiego navale, aereo o ferroviario,

che a tutt'oggi non sono oggetto di alcuna direttiva comunitaria e non devono quindi recare il marchio CE.

Rilevanza della direttiva per i componenti elettrici

Generalmente parlando nel campo d'applicazione della direttiva rientrano tanto il ateriale elettrico destinato ad essere incorporato in materiale d'altro genere quanto l materiale elettrico destinato a venire impiegato direttamente.
Alcuni tipi di dispositivi elettrici, progettati e fabbricati per venire impiegati come componenti di base da incorporare in altro materiale elettrico, sono tuttavia tali che a loro sicurezza dipende in misura molto larga dal modo in cui sono integrati nel prodotto finale e dalle caratteristiche globali di quest'ultimo. Nel novero di questi componenti di base rientrano i componenti elettronici.

In vista degli obiettivi che si prefigge la direttiva ”Bassa tensione” questi componenti di base, la cui sicurezza può in grandissima misura venire valutata soltanto in funzione del modo in cui sono incorporati nel materiale elettrico, esulano in quanto tali dal campo d'applicazione della direttiva. Essi non devono in particolare recare alcun marchio CE.

Altri componenti elettrici destinati a venire incorporati in materiale elettrico d'altro
genere, per i quali si può tuttavia procedere ad una valutazione della sicurezza (come ad esempio alcuni tipi di trasformatori e di motori elettrici) rientrano in quanto tali nel campo d'applicazione della direttiva e devono recare il marchio CE.

Occorre inoltre non incorrere in malintesi circa il campo d'applicazione della direttiva
ritenendo erroneamente che ne siano esclusi in quanto componenti di base, componenti quali lampade, aviatori, fusibili, interruttori per uso domestico, elementi d'impianti elettrici etc. i quali, benché spesso utilizzati in associazione ad altro materiale elettrico e tali da richiedere una corretta installazione per poter svolgere la loro funzione, sono essi stessi da considerarsi materiale elettrico a termini della direttiva.

Aspetti di sicurezza coperti dalla direttiva

La direttiva copre tutti i rischi derivanti dall'impiego di materiale elettrico fra cui non solo quelli di natura elettrica ma anche quelli di natura meccanica, chimica (quale in particolare l'emissione di sostanze aggressive) e quelli di ogni altro tipo. La direttiva copre parimenti gli aspetti connessi alla salute relativi a rumore e vibrazioni ed quelli ergonomici, nella misura in cui tali requisiti ergonometrici risultano necessari alla protezione contro i rischi presi in considerazione dalla direttiva.

L'articolo 2 e l'allegato I stabiliscono undici “obiettivi di sicurezza” che rappresentano i requisiti essenziali della direttiva.

Va rilevato che dal campo d'applicazione della direttiva sono esclusi gli aspetti pertinenti alla compatibilità elettromagnetica (sotto il profilo tanto delle emissioni quanto dell'immunità), disciplinati separatamente dalla direttiva 89/336/CEE.

PRESCRIZIONI DI SICUREZZA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE SUL MERCATO
DELL'UNIONE DI MATERIALE ELETTRICO CUI SI APPLICA LA DIRETTIVA “BASSA TENSIONE”

Prescrizioni obbligatorie in tema di sicurezza vigenti nell'UE


Gli Stati membri devono garantire libertà di immissione sul mercato e libera circolazione del materiale elettrico conforme alle prescrizioni della direttiva.
Per quanto riguarda le prescrizioni sostanziali in tema di sicurezza nell'allegato I alla direttiva sono menzionati undici “obiettivi”.

Queste sono le disposizioni obbligatorie in tema di sicurezza che i prodotti devono rispettare per poter essere ammessi al mercato dell'Unione ed usufruire della libera circolazione delle merci nella Comunità (Articoli 2 e 3). Di conseguenza qualsiasi norma o specifica nazionale riguardante la sicurezza del materiale elettrico è priva di valore obbligatorio e non può condizionarne l’immissione sul mercato.

L'articolo 7 della direttiva dispone il reciproco riconoscimento delle norme tecniche nazionali in assenza d'altre norme, a termini degli articoli 5 e 6. In alcuni casi le norme nazionali in questione possono tuttavia non coprire tutti gli “obiettivi di sicurezza” stabiliti dalla direttiva; i fabbricanti che se ne avvalgano devono quindi verificare attentamente la rispondenza a tutte le prescrizioni di sicurezza della direttiva.

Come garantire la conformità alle prescrizioni in oggetto


Si presume che i prodotti siano conformi agli obiettivi di sicurezza della direttiva “Bassa tensione” quando il materiale in questione è stato fabbricato conformemente a norme tecniche classificate dalla direttiva nell'ordine seguente:
  • norme europee (EN o HD), denominate norme armonizzate nella direttiva, definite conformemente a quanto disposto dall'articolo 5 dagli organismi notificati dagli Stati membri (si tratta effettivamente di norme redatte dal CENELEC);
  • nei casi in cui non siano state ancora definite e pubblicate norme a termini dell'articolo 5, le norme internazionali promulgate dai due organismi internazionali, la Commissione internazionale per le norme di approvazione delle apparecchiature elettriche (CEE) e la Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) ;
  • qualora non esistano ancora norme a termini dell'articolo 5 o norme internazionali a termini dell'articolo 6, le norme nazionali dello Stato membro in cui ha sede il fabbricante.

A norma dell'articolo 5 la presunzione di conformità connessa al rispetto delle norme armonizzate produce effetti a partire dal momento in cui queste vengono pubblicate a livello nazionale; l’apparizione delle norme nella Gazzetta ufficiale della CE ha finalità puramente informative.

In alternativa il fabbricante può costruire il prodotto rispettando i requisiti essenziali (obiettivi di sicurezza) della direttiva, senza applicare norme armonizzate, internazionali o nazionali. In tal caso il prodotto non beneficia della presunzione di conformità derivante dal ricorso a tali norme ed il fabbricante deve fornire con la documentazione tecnica (si veda il capitolo V) una descrizione delle soluzioni adottate per ottemperare alle prescrizioni della direttiva in tema di sicurezza.

PROCEDURE DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ NELL'AMBITO DELLA DIRETTIVA “BASSA TENSIONE”

Procedura di valutazione della conformità applicabile

L’articolo 8 e l'allegato IV della direttiva descrivono la procedura mediante la quale il fabbricante od il suo mandatario stabilito nella Comunità garantiscono e dichiarano la conformità del materiale elettrico alle disposizioni della direttiva. Tale procedura comporta tre elementi principali:
  • Documentazione tecnica.
Prima che un prodotto sia commercializzato il fabbricante riunisce la documentazione tecnica, che consente di valutare se tale materiale elettrico ottemperi alle prescrizioni della direttiva.
  • Dichiarazione di conformità.
Il fabbricante od il suo mandatario stabilito nella Comunità sono altresì tenuti, e sono gli unici autorizzati a farlo, a stilare una dichiarazione di conformità prima di immettere il prodotto sul mercato.
  • Marcatura CE.
Prima della commercializzazione sul materiale elettrico va apposta la marcatura CE. Soltanto il fabbricante od il suo mandatario stabilito nella Comunità sono autorizzati ad apporre tale marcatura.

Responsabilità dell'importatore


A meno che non sia al tempo stesso il mandatario del fabbricante, l'importatore non avrà di norma una conoscenza particolareggiata delle direttive prese in considerazione dal fabbricante o delle norme da esso applicate. Di conseguenza l'importatore non ha la facoltà di:
  • apporre la marcatura CE;
  • redigere la dichiarazione di conformità CE;
  • compilare la scheda tecnica.

Quando né il fabbricante né il suo mandatario abbiano sede nella Comunità l'importatore è il primo a porre il prodotto sul mercato della Comunità ed ha quindi la responsabilità di garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nell'allegato IV, sezioni 2 e 3.

Quando non sia stata applicata alcuna norma a termini della direttiva il fabbricante deve fornire nella documentazione tecnica una descrizione delle soluzioni adottate per soddisfare le prescrizioni della direttiva in tema di sicurezza.

Il fabbricante od il suo mandatario stabilito nella Comunità possono in determinati casi volersi avvalere della possibilità di chiedere ad un organismo notificato una relazione elaborata conformemente alla procedura di cui all'articolo 11, da accludere alla documentazione tecnica. La disponibilità di tale relazione agevolerebbe ed accelererebbe il disbrigo della pratica in caso di
contestazione da parte delle autorità.

Elementi da includere nella documentazione tecnica


La documentazione tecnica deve contenere particolari relativi al progetto, alla fabbricazione ed al funzionamento del materiale elettrico se ed in quanto tali particolari risultano necessari per valutare la conformità del materiale stesso alle prescrizioni della direttiva.

In ossequio a questo criterio essa contiene:
  • una descrizione generale del materiale elettrico in questione,
  • disegni relativi alla progettazione ed alla fabbricazione nonché diagrammi di componenti, sottoinsiemi, circuiti, ecc.,
  • descrizioni e spiegazioni necessarie a comprendere i disegni ed i diagrammi di cui sopra come pure il funzionamento del materiale elettrico,
  • un elenco delle norme utilizzate, pienamente od in parte, ed una descrizione delle soluzioni impiegate per soddisfare i requisiti di sicurezza della presente Direttiva, laddove non sia stata applicata alcuna norma,
  • i risultati dei calcoli di progettazione e dei controlli, ecc.,
  • i rapporti relativi ai collaudi (in pratica i rapporti di questo tipo disponibili, indipendentemente dal fatto che siano redatti dal fabbricante o da terzi).

Custodia della documentazione tecnica

Il fabbricante od il suo mandatario stabilito nella Comunità devono tenere la documentazione tecnica a disposizione delle autorità nazionali a fini d'ispezione per almeno dieci anni dall'ultima data in cui è stato fabbricato il prodotto in questione. È consentito l'impiego di un supporto elettronico, purché sia di facile accesso per l'ispezione. Nel caso in cui il fabbricante non abbia sede nella Comunità né vi disponga di un mandatario, quest'obbligo grava sull'importatore o sulla persona responsabile della immissione del prodotto sul mercato comunitario.
La documentazione tecnica va conservata sul territorio della Comunità.

Ubicazione del marchio CE


La marcatura di conformità CE è apposta dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità sul materiale elettrico in questione ovvero, in alternativa, sull'imballaggio, sulle istruzioni per l'impiego o sulla garanzia.

Significato della marcatura CE e prescrizioni ad esso applicabili

La marcatura CE dichiara la conformità del materiale elettrico, su cui è apposto, ai requisiti essenziali ed alle procedure di valutazione della conformità definite nell'ambito della direttiva "Bassa tensione" e di tutte le altre direttive ad esso applicabili.
La marcatura di conformità CE va apposta in modo visibile, leggibile ed indelebile.
E' vietata l'apposizione di marchi potenzialmente atti a trarre in inganno i terzi circa il significato e la forma del marchio "CE".

Custodia della dichiarazione di conformità

Il fabbricante ovvero il suo mandatario stabilito nella Comunità oppure ancora, quando il fabbricante non ha sede nella Comunità e non dispone di rappresentanti sul territorio comunitario, l'importatore od il responsabile della commercializzazione del prodotto deve tenere una copia della dichiarazione di conformità a disposizione delle autorità nazionali a fini d'ispezione, con le stesse modalità stabilite per la documentazione tecnica. Le autorità nazionali incaricate della vigilanza di mercato possono dunque domandare all'occorrenza una copia della dichiarazione di conformità.

Elementi contenuti nella dichiarazione di conformità

L'allegato III.B della direttiva descrive il contenuto della dichiarazione di conformità nel modo seguente:
  • nome ed indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità,
  • descrizione del materiale elettrico,
  • riferimento alle norme armonizzate,
  • all'occorrenza, riferimento alle specifiche in rapporto alle quali è dichiarata la conformità,
  • identificazione del firmatario che ha il potere di impegnare il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità,

La dichiarazione di conformità deve essere redatta in almeno una delle lingue ufficiali della Comunità.
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Elba
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Traduzione italiana a cura di: Enzo-Staff-VbulletinItalia.it
 
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