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Certificazioni di Prodotto

Temi inerenti la Certificazione del Prodotto ITE e R&TTE
Tuesday, 6 June 2006, 09:32
elba
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La Direttiva R&TTE (99/05/EEC)


Terzo ed ultimo capitolo di analisi delle direttive europee di ns interesse.

Esaurite le 2 direttive applicabili nel caso di apparati ITE: la EMC e la LVD, oggi tocca agli apparati R&TTE che, ricordiamo, sono i Radio & Telecommunication Terminal Equipment.

Il testo completo della direttiva R&TTE è consultabile qui

E, come al solito, ecco, commentati da me , gli aspetti salienti della direttiva:


Premessa
La direttiva R&TTE va a regolamentare un settore molto complesso. Quindi vale la pena di fare una piccola premessa per spiegare quale era la situazione antecedente l’entrata in vigore della direttiva stessa.
Innanzitutto occorre chiarire che questa è la prima volta che le apparecchiature radio vengono associate alle apparecchiature Terminali di Telecomunicazioni nel tentativo di regolamentare ed armonizzare l’intero settore; i precedenti tentativi di armonizzazione delle procedure di certificazione a livello Europeo riguardavano esclusivamente i Terminali di Telecomunicazioni.

Storicamente gli apparati terminali di telecomunicazione, per poter essere immessi sul mercato di un singolo paese, dovevano essere “omologati” vale a dire sottoposti a verifiche tecniche, presso un laboratorio apposito, quindi sottoposti ad una procedura amministrativa (diversa per ogni paese) che si concludeva con l’apposizione di un marchio che indicava la possibilità di connetterlo in rete (valida solo all’interno del paese per il quale era stato “omologato”).

Nel 1986 esce la prima direttiva che tenta di uniformare il settore: la 86/381/EC; essa introdusse:
  • Un nuovo tipo di norma tecnica (denominata NET, costituita da una base comune + annessi nazionali)
  • La possibilità di scegliere un laboratorio accreditato e utilizzare il suo test report per le approvazioni nazionali in tutti gli stati membri (quindi test report unico ma “omologazioni” multiple)

Nel 1991 esce la 91/263/EC, le sue innovazioni sono:
  • Procedure armonizzate per: Certificazione, testing, marcatura, assicurazione qualità, sorveglianza del mercato.
  • Nuove norme tecniche comuni, denominate CTR, ma non per tutte le tipologie di apparati (quindi, dove esiste il CTR, approvazione unica pan-europea, altrimenti “omologazione” vecchio stile)


DIRETTIVA R&TTE


La direttiva 1999/5/CE in materia di conformità europea delle apparecchiature radio e delle apparecchiature terminali di telecomunicazione (R&TTE)

INTRODUZIONE

Con l'adozione della direttiva europea 1999/5/CE anche la regolamentazione di una "componente fondamentale" del settore delle telecomunicazioni come quello delle apparecchiature radio e dei terminali di telecomunicazioni si allinea alle altre legislazioni in materia di conformità dei prodotti nel settore elettrico ed elettronico finalizzate alla promozione effettiva di un mercato unico. Infatti le nuove tecnologie e gli sviluppi lampo del mercato hanno messo in evidenza i limiti delle direttive comunitarie e le legislazioni nazionali vigenti in materia che, incapaci di adeguarsi ai cambiamenti delle telecomunicazioni, costituivano spesso un ostacolo alle esigenze di una libera economia di mercato, obiettivo primario della Comunità Europea. Di qui la necessità di promuovere un quadro normativo coerente con l'evoluzione tecnologica e del mercato che "dovrebbe consentire uno sviluppo degli investimenti, della fabbricazione e della vendita" degli apparecchi radio e dei terminali di telecomunicazione.

OBIETTIVO PRIMARIO DELLA DIRETTIVA

L'obittivo primario di questa direttiva è allora fissare "requisiti essenziali" idonei a :
garantire un utilizzo efficace dello spettro delle radiofrequenze in modo da evitare
  • interferenze dannose;
  • impedire il verificarsi di un inaccettabile deterioramento di servizi diversi da quelli relativi alle utenze di apparecchiature radio e di terminali di telecomunicazione;
  • evitare il degrado delle prestazioni delle reti di telecomunicazione in condizioni di impiego normale;
  • evitare perturbazioni che possano pregiudicare la salute umana e dei beni;
  • garantire la sicurezza d'uso in condizioni normali e di guasto;
  • fissare ruoli e responsabilità in caso di danni causati da prodotti difettosi.
In linea poi con tutte le direttive del cosiddetto "nuovo approccio" viene sancito il principio della presunzione di conformità ai requisiti essenziali garantito dalle norme armonizzate a livello europeo in relazione alla progettazione ed alla produzione delle apparecchiature radio e dei terminali di telecomunicazione.

Commento
presunzione di conformità, significa che, laddove esiste una norma armonizzata ai sensi della direttiva stessa (vale a dire una norma emessa dal CENELEC e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea), testare il prodotto rispetto a tale norma significa “presumere” che il prodotto sia conforme ai requisiti essenziali della direttiva stessa.


CAMPO DI APPLICAZIONE

Rientrano nel campo di applicazione di questa direttiva tutte le apparecchiature radio e terminali di telecomunicazione anche quando esse sono integrate o sono parti accessorie di altri dispositivi (es. dispositivi medici, componenti di veicoli, ecc.) per quanto concerne naturalmente gli aspetti da essa disciplinati. Fanno eccezione gli apparecchi usati per la sicurezza pubblica, difesa e sicurezza dello stato e una serie di apparecchiature elencate nell'allegato I alla direttiva.

REQUISITI ESSENZIALI

Essi possono essere suddivisi in tre categorie :
  • protezione della salute e della sicurezza dell'utente o di qualsiasi altra persona come disciplinato dalla direttiva 73/23/CEE ma senza applicazione dei limiti di tensione;
  • protezione in materia di compatibilità elettromagnetica previsti dalla direttiva 89/336/CEE;
  • uso efficace dello spettro assegnato alle radiocomunicazioni terrestri e spaziali al fine di evitare pericolose interferenze.

Commento
quindi per quanto riguarda i requisiti relativi a EMC e sicurezza, la R&TTE rimanda ai requisiti delle direttive EMC e LVD, rispettivamente.


Inoltre per alcune categorie di apparecchi, la Commissione si riserva di stabilire requisiti supplementari affinché essi:
  • interagiscano in rete con altri apparati attraverso appropriate interfacce;
  • non creino danni o abusino delle risorse della rete in modo da deteriorarne il servizio;
  • siano in grado di garantire la protezione dei dati personali e della vita privata dell'utilizzatore;
  • supportino funzioni speciali intese ad evitare frodi, a consentire l'accesso a servizi d'emergenza, a facilitare l'uso da parte di utenti disabili.

Naturalmente da parte di ciascun Stato membro c'è l'obbligo di notificare le interfacce usate dai diversi gestori delle reti pubbliche di telecomunicazione, specificando le caratteristiche tecniche in modo sufficientemente dettagliato da consentire la progettazione, la costruzione e la verifica di conformità delle apparecchiature terminali di telecomunicazione.

Commento
Nella frase sopra, c’è una delle novità maggiori introdotte da questa direttiva. I provider hanno l’obbligo di pubblicare le caratteristiche tecniche delle loro interfacce di rete, e i costruttori devono rendere i loro prodotti interoperabili con tali interfacce.
Ciò può provocare anche situazioni abbastanza strane, faccio un esempio: in Italia, il ns provider maggiore (Telecom Italia) ha pubblicato le sue interfacce di rete; nel caso dell’ADSL, e interfacce di rete sono l’USB e l’Ethernet, ciò significa che il, modem ADSL è un apparato di rete (cioè fa parte della rete TI e rende disponibili le interfacce di rete: USB e LAN, appunto).
Quindi il modem ADSL, in Italia, non rientra nel campo di applicazione della presente direttiva, in quanto non è un apparato terminale, ma rientra nel campo di applicazione di un DPR nazionale (DPR n. 507 del 9/2/1998, per la precisione) e deve, pertanto, essere “omologato” presso il Ministero delle Comunicazioni.
Nel resto d’europa, invece, lo stesso modem è considerato dai principali provider un Terminale e ricade all’interno di questa direttiva: la marcatura CE è quindi sufficiente.

PROCEDURE DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA'

Per dimostrare la conformità dell'apparecchio a tutti i requisiti essenziali, il fabbricante ha facoltà di scelta per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza e quelli di compatibilità elettromagnetica, cioè può utilizzare le procedure previste dalle rispettive direttive 73/23 e 89/336 o in alternativa applicare le procedure indicate nella negli allegati II, III, IV e V, a seconda della tipologia di prodotto e della presenza e preferenza per le norme armonizzate.
Dall'analisi delle procedure di conformità previste per le diverse tipologie di apparecchi emerge un fatto sostanzialmente nuovo, che in questo settore riveste un significato particolare: la figura delle Autorità Competenti e degli Organismi Notificati perde totalmente la funzione di "omologazione o certificazione del prodotto" per assumere quella più "moderna" di "sorveglianza del mercato" già nella fase di immissione sul mercato e di "supporto" alla progettazione e fabbricazione di un apparecchio radio o di un terminale di telecomunicazione.

MARCATURA CE DI CONFORMITA' E ISCRIZIONI SUL PRODOTTO

Come già avviene per le altre direttive del settore elettrico, l'apparecchio conforme a tutti i requisiti essenziali pertinenti deve essere contrassegnato con un contrassegno, la marcatura CE secondo le indicazioni contenute nell'Allegato VII sotto la responsabilità del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato nella Comunità europea. Inoltre laddove sono state applicate le procedure di cui all'allegato III, IV o V, tale marcatura deve essere accompagnata dal numero di identificazione dell'Organismo Notificato. Nel momento in cui si deciderà di introdurre una classificazione delle apparecchiature radio, esse dovranno essere identificate anche con l'indicatore della categoria di appartenenza.
Il fabbricante ha infine l'obbligo di identificare il prodotto con i riferimenti di:
  • modello
  • lotto e/o numero di serie
  • nome del fabbricante o suo rappresentante nell'UE

ORGANISMI NOTIFICATI E AUTORITÀ DI SORVEGLIANZA

La Direttiva R&TTE prevede la presenza di Organismi Notificati che svolgono le funzioni previste negli allegati III, IV e V, ossia di supporto al costruttore nelle varie situazioni di applicazione parziale o assenza di Norme Armonizzate o di applicazione di un Sistema Qualità per garantire la conformità dei prodotti ai requisiti della direttiva, ossia :
  • individuare la serie di prove radio essenziali a dimostrare la conformità (allegato III);
  • esaminare il dossier tecnico preparato dal costruttore ed emettere un parere in merito (allegato IV
  • valutare e approvare il Sistema Qualità del Costruttore garantendone la sorveglianza attraverso lo svolgimento ad intervalli regolari di verifiche ispettive per assicurarsi dell'utilizzo e del mantenimento del Sistema stesso.
Le Autorità nazionali applicano i requisiti contenuti nell'allegato VI per designare tali Organismi. Nel momento del recepimento della Direttiva nelle legislazioni nazionali, ciascuno stato dovrà anche stabilire le Autorità stabilite nel territorio incaricate dello svolgimento dei compiti di sorveglianza connessi del rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva e le relative modalità di effettuazione dei controlli del mercato.

PERIODO DI TRANSIZIONE ED ENTRATA IN VIGORE

Le disposizioni di questa direttiva si dovranno applicare in tutti i Paesi membri dell'UE a partire dall'8 aprile 2000, previo recepimento nel corpo legislativo nazionale dei regolamenti di attuazione. Per i prodotti già approvati con le vecchie regolamentazioni spesso di carattere nazionale (Type Approval), la direttiva prevede un periodo di transizione tra il vecchio e il nuovo regime fino al 7/4/2001, ossia i prodotti approvati potranno circolare sui mercati europei con le etichette recanti gli estremi dell'omologazione in accordo alle regolamentazioni previgenti armonizzate o nazionali. A partire dal 8 aprile 2001, tutte le "vecchie" certificazioni diventano prive di valore e a tutti i prodotti vanno applicate le disposizioni del nuovo regime stabilito dalla direttiva R&TTE per potere godere della libera circolazione sul mercato.
__________________
Elba
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