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Sunday, 16 April 2006, 12:30
Dani
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Tra riti sacri e profani, la Pasqua in giro per l'Italia


di Annalisa Serpilli



Riti sacri e tradizioni precristiane.
La Pasqua è da sempre la festa che coniuga il tema della morte e ressurrezione di Cristo, fulcro della spiritualità cristiana, con i festeggiamenti per l'arrivo della primavera. Niente di meglio per esorcizzare la fine dell'inverno e onorare l'avvio della bella stagione delle gite fuori porta ed attività all'aria aperta.
Fortemente impegnate nelle celebrazioni della Settimana Santa le parrocchie di tutta Italia ma anche le amministrazioni cittadine rievocano le antiche tradizioni e un passato lontano che il più delle volte affonda le radici nel primo Medioevo. Negli anni ogni regione ha saputo interpretare la festa in modo diverso e originale: si va dalla colomba che accende il carro a Firenze alle processioni siciliane di chiara influenza barocca fino alla guerra delle uova tipica delle Marche. Fioccano le rievocazioni in costume e le antiche ritualità, simbolo della vita che vince sulla morte, della primavera che prevale sull' inverno.


Toscana
Simbolo della festa pasquale per Firenze è il famoso Scoppio del Carro. Due buoi bianchi lo trasportano dal Piazzale del Prato fino al Duomo di Firenze. Un filo di ferro unisce il carro all’altare maggiore. Lungo il filo è legata una colombina che porta nel becco un ramoscello di ulivo e che ha il compito di scivolare con la miccia accesa per incendiare i fuochi d’artificio contenuti nel carro. Un anno positivo si preannuncia per la città toscana se lo scoppio è perfetto e la colombina compie il percorso per intero.

Umbria
Ad Assisi il Venerdì Santo si segnala la processione per il trasferimento del Cristo morto dalla Cattedrale alla Basilica di San Francesco; in serata si può assistere alla Processione delle confraternite lungo un percorso illuminato da fiaccole che porta la statua della Madonna Addolorata dalla cattedrale di S. Rufino fino alla Basilica di S. Francesco.
La sera della domenica di Pasqua a Baschi è organizzata una rievocazione storica dei Pantanelli al Convento di Sant'Angelo in Pantanelli, luogo suggestivo di memorie storiche. Il convento è costruito su un terreno donato a San Francesco. Ospite illustre fu Jacopone da Todi. Secondo la tradizione, in quel luogo il poeta compose varie laudi, tra cui la celeberrima «Stabat Mater».

Marche
A Urbania, in provincia di Pesaro, la mattina di Pasqua e il lunedì dell'Angelo nella piazza centrale, si rinnova l'antica tradizione della «Battaglia delle uova». Il gioco d'epoca medievale, anticamente si chiamava «punta e cul». I concorrenti dispongono le uova, due per ogni partecipante, in fila a terra una dietro l'altra. Poi la conta per decidere chi deve iniziare il gioco. Vince chi rimane con l’uovo intatto.
A Cantiano vicino a Pesaro, si assiste alla «Turba» (la folla, la moltitudine). Il Calvario di Cristo è ricordato da centinaia di figuranti in abiti d'epoca con scene della vita di Gesù nel centro storico del paese. Fin dal primo pomeriggio del Venerdì Santo, i cavalieri cominciano il loro carosello. Dopo le tre ore di agonia, appaiono i primi personaggi in costume e verso sera si avvia la processione.
Vicino ad Ancona si rievoca «La morte del Giusto» con la processione che inizia a Villa Musone e si conclude nel santuario di Loreto.
A Porto Recanati migliaia di cittadini si raccolgono intorno alla «Bara de Notte», un gigantesco e pesante catafalco che è portato pazientemente a spalla dai pescatori del posto.
Nei pressi di Ascoli sono da ricordare «La condanna di un giusto» in programma a Corva di Porto Sant'Elpidio, il «Cristo Morto» storico e scenografico di Grottammare che ha luogo ogni tre anni e la Via Crucis in costume di Monte San Pietrangeli, il Venerdì Santo, per le strade del paese. Infine a Monsampolo del Tronto si svolge la suggestiva «Processione del Cristo morto».

Sardegna
A Orosei in provincia di Nuoro, dal 13 al 16 aprile la popolazione si dedica ai festeggiamenti della Settimana Pasquale con suggestivi riti sacri che ogni anno sono organizzati dalle confraternite locali. Si tratta di cerimoniali tramandati oralmente per secoli, in cui sono utilizzati particolari simulacri ed insegne la cui foggia è prescritta dalla tradizione locale. Le usanze descrivono con particolari di dovizia le posizioni che i devoti assumono durante le processioni. I fedeli si esprimono in preghiera con i canti tradizionali. Le cerimonie più spettacolari sono conosciute come «sos sepurcros», «su brossolu» e «s’incontru». Si celebrano il giovedì, il venerdì e la mattina di Pasqua; la prima conosciuta come i sepolcri, è una processione durante la quale si visitano otto chiese. Il corteo religioso porta delle composizioni floreali conosciute come "nenneres", piatti costruiti con steli di cereali fatti germogliare al buio. «Su brossoru», ossia la culla, è una processione durante la quale un simulacro è trasportato in una bara, accompagnato da due gruppi detti della Maria e della Croce. «S’incontru» celebra l’incontro della Madonna col Cristo risorto. I credenti rievocano la resurrezione di Gesù e la sua ascesa al cielo.
A Sassari , il Venerdì santo si celebra la deposizione del Cristo dalla Croce. Una processione illuminata da fiaccole porta il simulacro del Cristo Morto per le vie del centro cittadino.
A Oliena il giorno di Pasqua, si svolge la «Processione de s'incontru», una cerimonia che rievoca l'incontro tra la Madonna e Gesù risorto. Il rito pasquale, introdotto in Sardegna dagli spagnoli nel '400, inizia la mattina con la partenza delle due statue raffiguranti Madre e Figlio, ricoperti da ori votivi, dalle chiese di Santa Maria e San Francesco. I simulacri sono accompagnati da spari di fucili caricati a salve e da due cortei in costume che conducono la Madonna e il Risorto sulla piazza principale. Subito dopo, un’unica processione accompagna Madre e Figlio alla chiesa di Sant’Ignazio dove avviene la celebrazione della Messa solenne. Terminata la liturgia si torna in piazza, dove iniziano i festeggiamenti con i tipici balli sardi e con la degustazione di vini e dolci locali.

Campania
A Sorrento per le strade cittadine, si può assistere alla Processione degli incappucciati bianchi e degli incappucciati neri di reminiscenza spagnola.
Nell'isola di Procida, spettacolare è la Processione dei misteri, il Venerdì Santo. La preparazione dell'evento dura mesi ed è considerato uno dei momenti di maggiore aggregazione per gli abitanti dell'isola. Scene della vita di Gesù sono portate lungo tutta la processione che segue l'effige del Cristo Morto.

Puglia
La Settimana Santa offre uno spettacolo suggestivo a Ruvo, in provincia di Bari. Fra sacro e profano i riti con le processioni nate fin dal ‘600, proiettano la città in una realtà mistica e suggestiva. Il ciclo delle manifestazioni si apre il Venerdì di Passione. Ogni anno il vento accompagna il passaggio della statua che raffigura la Madonna avvolta negli abiti di lutto ai piedi della Croce. E' chiamata la processione della Desolata. Sfilano di sera, gli otto gruppi statuari dei Misteri fra cui il Cristo al Calvario seguito da numerosi devoti scalzi e l’Addolorata portata a spalla da 50 uomini con il tipico andamento lento e cadenzato. Il Sabato Santo dalla chiesa del Purgatorio si muove la processione del gruppo statuario della Pietà. La domenica di Pasqua è possibile vedere la processione del Cristo Risorto. Particolare è lo scoppio della Quarantana, un fantoccio che sembra una vecchia signora vestita di nero. La sua esplosione segna la vittoria della vita sulla morte.

Calabria
Civita e Frascineto, in provincia di Cosenza, sono famose per le Vallje del lunedì di Pasqua. Danze e canti popolari in albanese. La tradizione rievoca la vittoria di Skandeberg sui Turchi. In seguito alla morte dell'eroe nazionale albanese Skanderberg, per sfuggire al dominio dei turchi, molte famiglie albanesi emigrano nell'Italia meridionale. L'abate del monastero greco di S. Pietro assegna loro alcune terre dell'abbazia, nella seconda metà del sec. XV e gli albanesi si insediano nell'attuale sito di Frascineto.
Le giovani indossano il costume tradizionale di rara bellezza sfilando per le vie del paese. I danzatori di Vallja imprigionano qualcuno del pubblico, solitamente un “letir” (italiani) che paga al bar, il proprio riscatto.

Sicilia
La domenica di Pasqua, nelle piazze siciliane si rappresenta la «Pac»i, detta anche «Junta» o «‘Ncontru», che rappresenta l’incontro tra Maria, libera dal lutto, e Gesù risorto. Le rappresentazioni più belle si fanno a Sampaluna e a San Cataldo dove undici giganti di cartapesta, gli apostoli, escluso Giuda, sono portati in processione mentre accompagnano Maria all’incontro con Gesù.
Trapani, la Processione dei Misteri Trapani è famosa in tutto il mondo per La Processione dei Misteri, che si svolge il Venerdì Santo. Per le vie della città sfilano 20 Vare o gruppi scultorei. Ogni Vara pesa circa una tonnellata ed è portata in processione con fatica e sudore, seguendo la tipica andatura dondolante, l’«annaccata», accompagnata dal suono melanconico della banda. La processione rievoca la passione di Gesù e il sacrificio popolare per esorcizzare il male.

A Pietraperzia , in provincia di Enna, di particolare suggestione è il Cristo delle Fasce. La processione mostra Gesù posizionato all’apice di un palo retto da 100 persone e mantenuto in equilibrio da 300 fasce bianche. L’asta simboleggia il legno della croce e l’albero, simboli della rigenerazione del cosmo. A mezzanotte del sabato si assiste al rito della calatura della Tela, come momento di resurrezione. Tutto accompagnato dalle note struggenti della campana della chiesa.
A Terassini, in provincia di Palermo, il giorno di Pasqua gli scapoli si preparano alla Festa degli schietti. I giovani uomini sollevano un albero addobbato e infiocchettato fino al balcone della donna che amano. La fidanzata in risposta stacca un ramo come promessa di matrimonio.
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