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Tuesday, 31 October 2006, 09:48
kaos
 Carlo
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Il cervello umano e Macchiavelli


ROMA - E' stata la necessità di perseguire il successo sociale ad ogni costo, secondo la machiavellica filosofia de 'il fine giustifica i mezzi', la molla che ha permesso l'evoluzione del cervello umano, di dimensioni e capacità senza eguali nel regno animale. Nella ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze, PNAS, simulazioni al computer hanno dimostrato per la prima volta la validità dell'ipotesi secondo cui il cervello umano si é evoluto con ogni mezzo, in risposta a pressioni sociali. Il modello matematico, ideato da Sergey Gavrilets, del dipartimento di Ecologia e Biologia evolutiva dell'università del Tennessee, dimostrerebbe inoltre che il cervello umano con le sue peculiari capacità cognitive si sia evoluto molto rapidamente nel giro di 10-20 mila generazioni, in buon accordo con le date già proposte per questa evoluzione. Ci sono molte caratteristiche che rendono l'uomo unico nel mondo animale, spiega Gavrilets, e una di questa è decisamente il cervello, che ha complessità e dimensioni senza eguali.

Finora si sapeva che le sue dimensioni sono aumentate rapidamente a partire da una data fissata tra 300 e 400 mila anni fa per poi stabilizzarsi intorno a 50 mila anni fa. Rimaneva però un mistero quali fossero i fattori che hanno determinato le dimensioni del cervello. Tra le varie ipotesi messe in campo finora, una che ha riscosso esteso sostegno è quella dell"intelligenza machiavellicà, anche nota come ipotesi del 'cervello sociale', secondo la quale il cervello è il risultato della selezione guidata da interazioni sociali competitive. In pratica la selezione avrebbe favorito le strategie più efficaci per raggiungere il successo sociale, 'strategie machiavelliche' in quanto non sempre del tutto corrette: dall'interazione sociale al raggiro, dallo sfruttamento delle capacità altrui al fare gruppo, tutto era lecito per raggiungere il successo sociale, che significava anche il successo riproduttivo.

Per dimostrare che i nostri antenati fossero dei Machiavelli ante-litteram e che questa loro tendenza ha permesso lo sviluppo del cervello umano, gli scienziati americani hanno simulato al computer l'evoluzione di geni che controllano il cervello. Il modello matematico prevedeva che i cervelli dei nostri antenati inventassero e imparassero strategie efficaci usate dai maschi per conquistare un vantaggio su altri maschi. Il modello matematico dimostra l'ipotesi dell'intelligenza machiavellica, in particolare mostra che la dinamica dell'intelligenza passa per la formazione di diversi cervelli in grado di elaborare diverse strategie, tra questi poi la selezione sceglie quelli migliori e cioé più bravi ad elaborare strategie machiavelliche vincenti.

Fonte: Ansa
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Tuesday, 31 October 2006, 11:10
Duilio
 Khn'nr
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E come sempre sostengo che Machiavelli ha sempre omesso, con dolo, i limiti di applicazione dell' enunciato e come si applica al contorno.

Il fine giustifica i mezzi utilizzabili.
Il fine giustifica i mezzi consentiti.
Il fine giustifica i mezzi esistenti.
Il fine giustifica inventare nuovi mezzi?
Il fine vale lo sforzo?

Machiavelli fine a se stesso e' piacevole da leggere ma messo in mano a uno coi soldi diventa pericolosissimo.
Il cervello deve porre un freno a tutto cio'.

Pronti con le toghe rosse?
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Tuesday, 31 October 2006, 12:12
C0m4nch3
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prontissimi... chi da il via?
__________________
Si ma un pò più a destra Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare
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Tuesday, 31 October 2006, 12:54
kaos
 Carlo
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Hai limiti dell'enunciato di Macchiavelli aggiungiamo Ockham’s Razor e la formula, utilizzata spesso in ambito investigativo e - nel moderno gergo aziendale - di problem solving,che recita:

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem (Non aggiungere elementi quando non serve), alcune volte sono così pochi gli elementi oppure

Pluralitas non est ponenda sine necessitate (Non supporre pluralità quando non serve), oppure ancora

Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora (È inutile fare con più quanto si può fare con meno). bene quando si ha di più è semplice scartare
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