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Generatore di Rumore Bianco ( TRT - Tinnitus Retraining Therapy )
Tuesday, 17 April 2007, 08:25
Max1
 
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Fitoterapia


Occhio al giusto prodotto.


Abbiamo già toccato l’argomento in altre discussioni, tuttavia volevo di nuovo chiarire alcuni aspetti importanti riguardo l’uso dei composti e preparati fitoterapici.
L’Ippocastano ed il Ginkgo come è noto sono fra i prodotti fitoterapici più utilizzati per le patologie dell’orecchio interno, tuttavia la non corretta informazione sull’uso di questi prodotti può indurre i consumatori a spendere quattrini inutilmente, senza alcun esito dal punto di vista terapeutico. Sul l’Ippocastano e il Ginkgo come sappiamo sono stati segnalati effetti positivi in alcuni pazienti con patologie cocleo/vestibolari, alcuni autori riportano soprattutto la riduzione o addirittura la scomparsa dell’acufene dopo costante somministrazione di tali estratti, ovviamente la risposta a questi trattamenti è puramente soggettiva, e varia da individuo a individuo.
Fermo restando che si voglia comunque tentare un approccio di questo tipo, è importante ricordarsi di non trascurare un aspetto di notevole importanza, ovvero in quale forma viene somministrato il prodotto.

Un po’ per tradizione e un po’ per i costi sensibilmente accessibili spesso si fa ricorso alla TM (tintura madre) in gocce, ignorando che questa preparazione è fra le più leggere sotto il punto di vista farmacodinamico. Così accade che il consumatore a distanza di mesi di protratto uso non vedendo alcun risultato riterrà che tale prodotto non serve a niente, bollando come inutile sia l’Ippocastano che il Ginkgo, non considerando invece che il tentativo è stato vano per via della forma di preparazione e non tanto per l’inefficacia delle piante in questione.
Va ricordato che un approccio curativo con un prodotto fitoterapico va effettuato sempre sotto forma di estratto e non con tintura madre, soprattutto se parliamo di patologie di una certà entità dove il meccanismo di azione ben conosciuto di una pianta deve agire in maniera mirata senza che ci si disperda in supposizioni terapeutiche casuali.


Tintura madre

La tintura madre non è altro che un macerato idroalcolico di pianta fresca, il rapporto fra pianta e solvente è di 1:10. Va detto che essa non è contemplata come vero rimedio fitoterapico per la scarsa concentrazione di principi attivi, e proprio per tale ragione sempre più spesso la tintura madre non viene più somministrata sotto forma di gocce bensì a cucchiaini (centinaia di gocce nell’arco della giornata), onde sperare un modesto assorbimento dei principi attivi poco diponibili nella soluzione. Ovviamente va anche detto che per “alcune” patologie e disturbi, di lieve entità, la tintura può sortire un discreta efficacia, confidando nella soluzione idroalcolica che va a veicolare i principi attivi, seppur poco disponibili, nelle zone interessate.


Estratto secco

L’estratto secco si prepara lasciando nebulizzare la componente liquida dell’estratto fluido, garantisce una elevata disponibilità dei principi attivi e per tale ragione il suo uso può essere titolato e standardizzato come prodotto curativo ottimale.
L’estratto viene confezionato sotto forma di compresse, perle o pillole, e in virtù della titolazione dei suoi principi attivi si possono determinare le sostanze in esso presenti e misurarne con precisione la quantità, ottenendo così un rimedio standardizzato e quindi sempre uguale in ogni lotto utilizzato. L’estratto secco è il preparato a maggior concentrazione di principi attivi e assicura una qualità di tipo farmaceutico.


Titolazione dei prodotti

E’ chiaro quindi che l’uso delle tinture o dei macerati è poco indicato per la scarsità in principi attivi, per cui è bene orientarsi su estratti garantiti e standardizzati al fine di provare un approccio terapeutico alternativo serio e senza fronzoli.
Con l’intento di dare un dritta sull’Ippocastano e il Ginkgo da utilizzare riporto alcune informazioni utili per la giusta scelta del prodotto.

Per l’Ippocastano: si consiglia di utilizzare preparato di estratto secco titolato in escina minimo 15%, la dose consigliata è di 250 mg. di escina al giorno.

Per il Ginkgo: la farmacopea tedesca ne raccomanda l’uso in estratto secco titolato in ginkgoflavonoidi minimo al 24%, la dose consigliata è da 120 a 240 mg. al giorno.



Concludendo, spero che queste informazioni possano essere utili agli utenti per un miglior e giusto utilizzo dei prodotti fitoterapici.


Max1
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Commenti a questo messaggio
  SkyDiver: Interessante
Tuesday, 17 April 2007, 09:12
SkyDiver
 Sandro
 Assimilato
 
L'avatar di  SkyDiver
 
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Quello che scrivi e' vero.

Ma io sono un diesel .

Mi spiego meglio, sono convinto che la comparsa dell'acufene sia generata da fattori negativi che hanno insististo per lunghi anni nel nostro organismo. Sono altrettanto convinto, ovviamente e' assolutamente un mia opinione personale, che la cura debba essere effettuata con poco principio attivo ma per lunghissimo periodo. Ho infatti paura, scusa se la cosa pare assurda, troppo velocemente, sono invece sicuro che se guariro' con questi principi attivi che ne so dopo 2-3 anni di trattamento con quantita' minime la cosa possa diventare definitiva. Ovviamente, ripeto, e' assolutamente una mia convizione. Col mio acufene oramai ci gioco, lo prendo in giro , e mi diverto a capire le varie tonalita' e fasi. E' vero che posso permettermelo visto che oramai quasi non lo sento piu'... nemmeno di sera... quindi sono avvantaggiato, ma dopo quasi 4 anni di battaglie ho imparato a trattarlo e rispettarlo, insomma voglio vincere con stile
__________________
SkyDiver
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Thursday, 19 April 2007, 00:05
geniusweb
 
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Validissime informazioni Max 1
Ti confesso che in effetti di T.M di ippocastano all’inizio ne ho cuccate anche 40+40+40 gg/g e per un po’ per avere uno straccio di effetto ma ,stante forse i vari rimedi, appena ho potuto ho iniziato a scalare ed è cio’ che sto ancora facendo.
In pratica come lo sento stabile scalo e per ora non ho dovuto riaumentare.( ora sono a 15+15+15 quindi molto poco )
Semmai faccio periodicamente una finestra di 10 giorni per evitare eventuali assuefazioni.
Preferisco anche evaporare tutto l’alcool e x fare ciò scaldo un cucchiaio di metallo ( forse non è molto ortodosso xchè credo che il metallo non sia consigliato, ma comunque..) ci metto la T.M. un po’ di acqua e tengo tutto in bocca sotto la lingua.
Di massima comunque concordo che un problema cronico come questo abbia bisogno,forse a parte x la prima fase, di dosaggi minimi e a scalare fino a normalizzazione.
La stessa strategia la utilizzo quando utilizzo la T.M. di echinacea per altre ragioni ossia influenze raffreddori e altro.
Se devo curare allora vado a botte di almeno 40/50 gg per 3 volte/g ma se devo prevenire o rafforzare il sistema immunitario vado di 15/20 gg 3 volte /g per un periodo di almeno due tre mesi con delle finestre di 10/15 g. nei cambi di stagione.
Come sto facendo con l’ippocastano a suo tempo feci anche con il Ginko ma che dire.. , io non ci ho visto risultati anzi.
Forse era una fase più acuta non so, ci vorrebbe più gente x capire..
A botta ho avuto l’impressione che il Ginko agisse su tutto il cervello con un effetto parecchio tonico ma fastidioso per il fischio.
Forse, come pare ,l’ippocastano agisce più da antiedemigeno e in particolare più sul microcircolo venoso , se poi è vero che consente di produrre un fattore antinfiammatorio similcorticoide ma naturale..ma!….. alle volte vorrei far incazzare un medico per farmi dare del cretino per le cretinate che scrivo.
Comunque vado avanti e guardo i risultati che a ora sono incoraggianti.
Alla prossima
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Wednesday, 13 June 2007, 21:19
Max1
 
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*

Il Frassino


All’attenzione degli amici di questo forum volevo ricordare il frassino:

questa pianta esplica un’efficace azione diuretica ed antinfiammatoria, studi su ratti hanno dimostrato e comprovato l’effetto di modificare e stimolare l’escrezione di sodio e cloruri.
La cosa sorprendente è la presenza del mannitolo, soprattutto nella corteccia.
Come sapete il mannitolo viene utilizzato come diuretico osmotico per il trattamento della meniere.

Ovviamente non si potrà pretendere dal frassino speciali virtù terapeutiche, ma almeno esso può rappresentare un buon complemento alle tradizionali terapie diuretiche.
    Rispondi Citando Rispondi
Monday, 18 June 2007, 21:04
gianca
 
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Quote:
Originariamente inviato da Max1
*

Il Frassino


All’attenzione degli amici di questo forum volevo ricordare il frassino:

questa pianta esplica un’efficace azione diuretica ed antinfiammatoria, studi su ratti hanno dimostrato e comprovato l’effetto di modificare e stimolare l’escrezione di sodio e cloruri.
La cosa sorprendente è la presenza del mannitolo, soprattutto nella corteccia.
Come sapete il mannitolo viene utilizzato come diuretico osmotico per il trattamento della meniere.

Ovviamente non si potrà pretendere dal frassino speciali virtù terapeutiche, ma almeno esso può rappresentare un buon complemento alle tradizionali terapie diuretiche.
Max .... c'è in commercio e sotto che forma si trova ??
Hai già fatto delle ricerche ??'
grazie

ciao
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Monday, 18 June 2007, 21:17
SataNik
 Raffaele Fazio
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 Località: Serrastretta (CZ)
 Messaggi: 10,655

Il frassino ? Be', a spessore da 2.5 e da 5.5 cm si trova sia a lunghezza 2 metri e 20 che da 4 e 20. Dipende da cosa ne devi fare ...
__________________


"Se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura, se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta."
    Rispondi Citando Rispondi
Tuesday, 19 June 2007, 22:08
Max1
 
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Quote:
Originariamente inviato da gianca
Max .... c'è in commercio e sotto che forma si trova ??
Hai già fatto delle ricerche ??'
grazie

ciao

Puoi farti consigliare da qualche erboristeria qualificata, il frassino si trova anche sotto forma di pianta secca per tisana - perà attenzione sotto questa forma non so dirti la biodisponibilità in principi attivi, sai non tutte le tisane permettono un estrazione ottimale dei principi ad azione diuretica.
Ricordati però che per la corteccia occorre la decozione, per la parte aerea (foglie) l'infuso. Sono due procedure diverse.
Mi informerò un po' meglio a riguardo, dato che su questa pianta non ho mai approfondito più di tanto.
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  SkidArh+: Grazie, molto utile
Saturday, 20 March 2010, 12:49
Giovanni
 
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Buongiorno a tutto il forum
Mi sono permesso a postare qualche notizia in più sul frassino:

Frassino o Fraxinus excelsior

La parola Fraxinus forse deriva dal latino “fragor” che letteralmente significa fracasso.

Il frassino fa parte della Famiglia delle Oleacee, di cui fanno parte anche l’olivo e il gelsomino. Le parti del Frassino utilizzate in Fitoterapia sono le foglie, la corteccia dei rami giovani e le gemme.

I principi attivi che si trovano nel Frassino sono rappresentati dalla frassinite e freassinina con azione diuretica, dai polifenoli e dai tannini con azione antiossidante, antinfiammatoria e astringente, dai glucosidi iridoidi con azione antinfiammatoria. Nella corteccia dei rami giovani si trovano principalmente polifenoli, tannini e cumarine.

Il Frassino ha un’azione importante sulla circolazione arteriosa ed è un ottimo rimedio contro l’arteriosclerosi; ha una potente azione antinfiammatoria, antireumatica, diuretica, lassativa dovuta all’azione dell’acido malico e del mannitolo presenti nelle foglie del Frassino; agisce anche in caso di attaco acuto di gotta e nell’ iperpiressia (febbre).

Il Frassino impiegato per uso interno è un buon rimedio nei casi di ritenzione idrica, di sovrappeso, di dolori articolari, lieve anemia; bere l’infuso di foglie di Frassino è utile nelle coliche renali. Per uso esterno viene usato in caso di gonfiore agli arti inferiori. ATTENZIONE: consultare il medico e non usare arbitrariamente in caso di insufficienza renale e se si assumono diuretici.

Usi clinici del Frassino:

* Nell’Artrosi: si consiglia di assumere una miscela formata da 30 ggt di macerato glicerico di Frassino a una tazza di infuso da bere 2 volte al giorno per circa 2 mesi.
* Nella Ritenzione idrica e nella Stipsi: si consiglia di assumere una miscela formata da 40 ggt di macerato glicerico di Frassino a una tazza di infuso da bere 3 volte al giorno per 1 mese, al termine di questo periodo si puà ripetere il ciclo, ma bere il la miscela 2 volte die.
* Nel gonfiore agli arti inferiori: si consiglia di usare il decotto freddo per effettuare dei lavaggi giornalmente.

Preparazioni semplici di Frassino da preparare a casa:

* Infuso: mettere un cucchiaio raso di foglie di Frassino in una tazza da tè con acqua calda, coprire e lasciare per 15 minuti, filtrare bene e bere.
* Decotto: mettere 2 cucchiai rasi di foglie in mezzo litro di acqua fredda, fare bollire a fuoco basso per 10 minuti, filtrare bene e usare freddo o tiepido per lavaggi o impacchi.
Un saluto
Giovanni
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